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lunedì, dicembre 17, 2007

Sabato mattina. Mentre facevo allegramente colazione mi compare davanti una copia di Vanity Fair.  Sfogliando le pagine, leggo un'intervista alla figlia di Walter Veltroni (la ragazza nella foto con Muccinino): a soli 20 anni è assistente di regia di Wim Venders. Ovviamente mi sono premurata, prima di dare qualsiasi giudizio, di leggere attentamente l'articolo per capire se questa ragazza avesse fatto dei corsi particolari di regia, magari negli Stati Uniti...E invece nulla. Un diploma al Liceo Classico, con una votazione persino inferiore alla mia, e poi appena maturata aveva un contratto per assistente di regia in Manuale d'amore 2.  Io non voglio dare addosso a Martina, ne' tantomeno farne un discorso politico ( anche se credo non sia una novità per voi capire che non sono di sinistra): per me è una questione di principio. Conosco tanti ragazzi che hanno studiato anni sperando di poter ottenere anche solo di portare i caffè in piccole produzioni per poter imparare qualcosa. Conosco registi, come Paolo Carboni ad esempio, bravi e preparati che sono anni che cercano di venire fuori. Conosco ragazzi che studiano al DAMS e devono fare anni di gavetta per arrivare, se va bene, a 40 anni ad accompagnare i vari attori in giro per i set. E' un messaggio pessimo da passare: se non sei figlio di nessuno non vai da nessuna parte. Cosa dovrebbe pensare un giovane diplomando leggendo Vanity Fair? Di andare a lavorare in fabbrica o in un call center?

postato da: veradechirico alle ore 20:21 | Permalink | commenti (6)
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