Leggevo con attenzione la lettera che la mia amica Saretta ha scritto a Rocksound e che è stata pubblicata. Parla dell'avere 20 anni. La cosa più assurda è che pur essendo ancora per poco più vicina ai 20 che ai 30, io non lo so proprio che cosa voglia dire. Non ho mai invidiato le veline, ho sempre disprezzato MTV e la vacuità dei suoi personaggi, non ho mai avuto tante speranze ne' di sicuro la voglia di gridare al mondo che questo non va. Non ho mai creduto che il principe azzurro esista davvero, non ho mai avuto nostalgia di casa. Forse non ho mai avuto radici reali fuori dal mio corpo. Tante volte mi sono guardata indietro e pentita di non aver preso alcune strade, tante volte mi sono colpevolizzata per aver disperso le mie energie, ho gia' tirato mille bilanci, ho già intuito che la storia della donna in carriera non era quello che realmente volevo e che la marlboro rossa che tanto agognavo a 18 anni è stata sostituita da qualche barretta di cioccolato noto per essere antidepressivo. La mattina mi sveglio so che devo correre, arrangiarmi, babysitterare i parenti per le loro paturnie, capire che gli altri hanno i loro tempi e le loro reazioni e le loro ragioni, cucinare, prendermi cura di me, fermare i pensieri e massacrarli giusto in tempo prima di dormire. Per me avere quasi 24 anni è questo. Sapere che quello che desidero di più al mondo è la felicità di una famiglia tutta mia, sperare che il genocidio dei miei pensieri inizi presto e godere di quello che di felice vivo adesso. Con questo non voglio dire di essere una donna sfortunata o demotivata. Sono stata molto fortunata e spero che questa buona stessa non mi abbandoni a breve. Alla fine non lo so nemmeno io quanti anni ho. E' come quando dico che dentro di me c'è una simpatica casinista come Pollon che ancora Dea non è ed una eroina tragica e ferita come la Medea di Euripide. E' come quando mia madre dice che sono nata vecchia e che sono depressa. La realtà è che la verità la guardo troppo spesso dritta negli occhi e che so che non c'è nulla di facile. Cio' che è surreale è che a volte mi diverte sfidarla e dirle che cio' che riflettono i miei occhi prima o poi si manifesterà e sovvertire tutte le cose e le convinzioni. Il gene del nonno ex-direttore di casino' ha colpito ancora. Rischio tutto. E se perdo avrò solo me stessa. Ma se la partita volge a mio favore, posso solo dirvi che sarò felice come non lo sono stata mai.
Avere 20 anni. Quasi quasi vi invidio.