Mattina. Un buon sonno ristoratore, con successiva colazione con torta di Balaton e the English breakfast ( l'unico the che sveglia come il caffè). L'unico problema è il freddo che attanaglia il mio bagno la mattina e l'escursione termica che intercorre tra il bagno ed il salotto con la pompa di calore programmata. Ieri ho rivisto il mio uomo, dopo 3 giorni che non mi passava sotto le mani. Ero in macchina ferma al semaforo e mi sembrava che le macchine andassero troppo piano e mi impedissero di arrivare in tempo da lui, non che non mi avrebbe aspettato, ma avremmo avuto più tempo. Poi il parcheggio "il primo che capita" e giu' con un cappotto lungo sino ai piedi e gli stivali con i tacchi ma ho corso lo stesso. Mi sentivo una bambina, sapete quell'entusiasmo che hanno? Mi sentivo così. Poi magari arrivata la' smorzo l'emozione e magari non riesco a dimostrare esattamente quello che vorrei. Ma credo sia normale. Poi in mezzo alla gente non amo le smancerie troppo vistose. Per capirci: mica mi metto a pomiciare in mezzo alla strada ( salvo rare eccezioni). Credo sia la prima volta nella mia vita che sento un legame così forte con qualcuno. E' un pezzo della mia famiglia. Con Romeo e Stella. So che avere una famiglia formata da me, un fidanzato "che c'è e non c'è" e due gatti non è il massimo, ma a me piace così. Un po' strampalata ma è mia. Anche perchè la mia visione di famiglia ed in questo i miei genitori ci vedono qualcosa di satanico è formata anche solo da un individuo. Sino a che non c'era lui e i gatti, la mia famiglia ero io. Una specie di famiglia-embroniale. Questa cosa i miei l'hanno sempre vista come un affronto alla loro idea di famiglia come una specie gabbia di Faraday che ti circonda. Ed io l'ho sempre vista come una cosa castrante. Io ho i miei legami, che magari a chi mi guarda da fuori possono sembrare incomprensibili o immotivati, e sono belli stretti alla mia tricuspide. Arrivi al punto che ti capita di vedere il suo sangue e non aver la minima paura, perchè è anche il tuo. Il senso di familiarietà che mi era sempre mancato.
riempie l'aria "Hurt" performed by "David Bowie and Trent Reznor"in "All that could have been"

Stasera ha preso il via il nuovo programma radiofonico di Selvaggia Lucarelli, "Senti chi sparla" su RadioDue alle 24.00 tutti i giorni, tranne il weekend. Oggi era la prima puntata e trattava del tema "Cafoni". Stamattina ho mandato una mail raccontando quanto fossero cafoni alcuni vicini di casa ed un simpatico matrimonio a cui sono stata invitata. Poco fa sono intervenuta in diretta e mi ha fatto molto molto piacere. Non per la questione della diretta in se' perchè credo che se ho qualche vicino di casa insonne domani mi ritrovo le croci rosse sulla porta in stile "The Village", ma per l'impostazione del programma e per lei. Mi piace il fatto che abbia pochi peli sulla lingua, che intervisti Costantino con grande ironia...Non vi dico che domande puntigliose...
Non so per quale oscuro motivo ma ogni volta che fa una bella giornata di pioggia mi sento benissimo. Non sono nervosa, non sono ansiosa, mi viene voglia di fare un sacco di cose, cucino e faccio delle belle riflessioni. Mi piace pensare che il tempo sia incontrollabile e che non dipenda da me e dai miei desideri. Mi piace pensare che la furia degli elementi sia così simile a quella degli uomini. Mi piacerebbe piovere, in un modo quasi figurato da poter accarezzare le cose e le persone. Per poter arrivare ovunque e scivolare tra le finestre. Sui vetri delle macchine. Sui tetti delle case. Mostrare palesemente tutta l'energia che possiedo come fanno i fulmini e le nuvole. Scaricare a terra. In questi momenti riesco a ristabilire una buona comunicazione con me stessa. Ad arrendermi a quello che sono. Allora mi siedo sul davanzale della mia finestra. Con le gambe che penzolano a 10 metri da terra. Chiudo gli occhi. E non ho paura.
Non continuo nel racconto del mio massacro mentale quotidiano perchè non ho ancora fatto colazione e sono giorni che non ho voglia di farla e sinceramente gradirei riprendere la mia sanissima abitudine mattutina e soprattutto l'umore con cui ero solita farla. Sono anche tre giorni che mi ascolto a sfinimento il disco degli Afterhours e non so per quale oscuro motivo, ma se ascoltato con lo stato d'animo giusto è un bel disco, troppo artefatto ma sempre un bel disco. Ieri sera ho invitato a cena un amico, Giovanni, amico "attore" artista che conosco dai tempi delle scuole medie e che ha assistito alla mia metamorfosi da "stanga, tettona, occhialuta con l'apparecchio ai denti" a " donna sempre tettona con lente a contatto e hollywood smile" e se proprio devo essere sincera ero anche un po' stronzetta...Ho fatto due belle porzioni di tortellini e un buon vino rosso, qualche pettegolezzo su persone di cui non si ricorda il nome ma solo il soprannome "Sacco di Merda", "Merdaccia", "Farisca" e "Fagiolo"...e nulla di più.
Stamattina alle 5.00 mi sono svegliata e sono andata in bagno. Mi sono guardata allo specchio. Lo sguardo a metà tra il triste e il vuoto, un pallore cadaverico, la bocca chiusa come se me l'avesse cucita qualcuno. Chi è la donna nello specchio? Qualcuno mi risponda perchè non lo so più a volte la riconosco ed altre volte no. La prima volta che ho incontrato quello teoricamente per qualche atrusa legge di Bernoulli dovrebbe il mio uomo gli ho detto: "Hai gli occhi tristi." Era vero, ce li aveva sul serio. E credo che in questo ragionevole tempo a volte li ho resi più felici ed altre volte li resi più tristi. Ma io sono una di quelle persone così difficili, così complicate che forse solo un kamikaze può prendersi la briga di amarmi. E la luce, nei miei occhi, non la vedo più. Lì vedo un po' fissi, di un verde che sa di giada di plastica e inespressivi. Ripercorrere la strada al contrario forse potrebbe servire, ma credo che per illuminarli ancora forse ci vorrà qualcosa di speciale. Una sopresa positiva, e non altre botte emotive, non altre mancanze. Ho un innata tendenza a fare le autopsie alle cose e alle persone, cerco di rintracciare dove sta il male per estirparlo e guarire. Perchè io credo che tutte le cose se prese in tempo si possono salvare. Ho già fatto la quarta ventilazione ed il terzo massaggio cardiaco. Ma credo che solo un defibrillatore può fare il miracolo. Non muoiono solo le persone, muoiono anche le cose. Passerò la vita a rimirare un cadavere. E non sarò nulla di tutto quello che ho desiderato, perchè i miei desideri includevano due persone. Non una sola. E' molto più coerente fare la vedova che mentire anche al proprio cuore.
Oggi è stato un giorno duro. La mia migliore amica mi ha scritto una frase molto emblematica: "Come si può ragionare con una donna innamorata quando la fiamma è ancora accesa?" E' riuscita come sempre a riassumere in due righe un pensiero strutturato. Opposti e contrari ai miei pensieri, totalmente destrutturati.
Immagino che molti di voi si staranno chiedendo che fine ho fatto, che cosa mi è successo, dove sono finita......Sono sicura che non avete chiuso occhio la notte da quanto eravate ansiosi di sapere cosa mi stava accadendo. Allora vi toglio la curiosità: mi è successa una specie di nemesi. Una nemesi che per nascere mi ha fatto avere un travaglio di qualche settimana, ma alla fine è arrivata. C'è stata come un immensa botta emotiva, un sovraffollamento di riflessioni che infestavano la mia testa, una scala di valori delle cose totalmente sballata ed un intransigenza eccessiva. Allora ho sbottato come una specie di vulcano inattivo da secoli, anche in senso figurato. Due giorni dopo ero un altra persona. Ho ritrovato calma, quiete, serenità e sorriso. Ho smesso di polemizzare, rintuzzare, provocare e punzecchiare. Quella non sono, non ero e non sarò io. Sono impulsiva e passionale, ma non sono aggressiva e tignosa. Sono sempre stata una donna dolce e comprensiva, altruista. Per fortuna sono uscita da quei panni, e sono molto felice di essermi riappropriata dei miei vestiti....